di Alberto De Martini, socio di Viniamo
State per portare a termine l’ennesima, interminabile giornata di lavoro, nel corso della quale avete attraversato tre volte la città , legato e slegato sei volte lo scooter, avete la testa calda e a forma di casco con la scritta Nolan incisa sulla fronte, avete collezionato due soddisfazioni e undici incazzature fra clienti e collabboratori, avete le orecchie ronzanti di cellulare e spanate dall’auricolare, malgrado la temperatura fresca dell’aria vi sentite fumare la pelle. Però, adesso è finita. Volete sbattervi su un marciapiede a bere un cocktail brucia-esofago in mezzo al casino? Accomodatevi. Ma il mio consiglio è: andate a casa, di passaggio acquistate un etto di culatello, una forma di pane di grano duro e un mazzo di insalata belga e fate la vostra happy-hour chiacchierando rilassati con la vostra compagna e, se non sono davanti ai loro tre schermi adorati, con i vostri eventuali figli.
Manca qualcosa? No, perché due giorni prima avete ordinato a Viniamo, tra le altre, una bottiglia di Bonarda vivace del mitico Giorgi, produttore dell’Oltrepo’ , e ora è lì, in frigorifero che vi guarda e vi dice stappami e godi.
Credetemi, io lo faccio da un anno, (prima con con un’altra bonarda, perché non avevo scoperto quella di Giorgi) ed è veramente una bella esperienza. Tutto il vostro corpo, cuore e testa compresi, ve ne saranno grati.
Consiglio supplementare: alternate la bonarda alla barbera, anch’essa vivace, sempre di Giorgi. Difficile dire quale sia meglio, ma il turn-over vi garantisce ogni volta quel momento di stupore palatale che vale una giornata di lavoro. Anche in tempi di crisi.