Ma d’estate davvero niente rosso?

A me, ve lo dico, è sempre sembrato strano. Com’è strano che col freddo non si mangi il gelato. Ma che, il gelato te lo spalmi addosso? No, te lo mangi. E produce un sacco di calorie! Per questo mi potete tranquillamente veder passeggiare per Corso Vercelli, sotto la neve con un cono crema e caffè di Grom appena servito.

Lo stesso, al contrario, vale per il vino rosso. C’è gente che si fa tranquillamente dei bianchi barricati da 14 gradi (tanto di cappello, intendiamoci bene, io per un Efeso di Librandi, o per un Quater di Firriato, [qui e qui le schede del nostro sommelier] estate o no, venderei mio fratello su e-bay) sotto l’ombrellone, per poi svenire in un bagno di sudore, ma poi, a cena, col fresco della brezza di terra, rifiutano sdegnosamente, che so, un Vertigo di Felluga, un rosso che coi crostacei è una assoluta meraviglia.

Poi c’è la moda dei rossi freddi con il pesce. Moda a cui aderisco, a volte, con vivo piacere. Per esempio, provate l’Ormeasco di Ramoino a otto/dieci gradi di temperatura, non di meno per cortesia, se no lo ammazzate.  Beh, con una decina di euro godrete una serata deliziosa, dall’antipasto con grissini e culatello, fino al roast-beef o, se bazzicate nella zona giusta, alla costina di abbacchio scottadito.

Ma se volete andare veramente e saggiamente controcorrente, allora fatevi una zuppa di verdura tiepida, aggiungetevi un bel cucchiaio di extra-vergine a crudo e stappatevi un Gualdo del Re [qui la scheda], sangioveto grosso in purezza di Val di Cornia, in santa pace. Alla faccia degli integralisti del vermentino.